COPERTINA LIBRO

COPERTINA LIBRO
DISEGNO REALIZZATO DALLA MIA SORELLINA

venerdì 25 febbraio 2011

E' ARRIVATO IL CARNEVALE!!!

Ogni anno la stessa storia, e sinceramente è una storia molto ben gradita. Mamma prende dallo stanzino la spianatoia e in meno di mezz'ora la casa si riempie di un profumo magico, di un inverno che ancora fa i capricci ma anche se fuori i gradi sono ancora sotto lo zero, nell'aria c'è festa. La primavera pare molto più vicina, con il suo tepore e con i suoi colori. Noi, cercheremo di accontentarci di quelli che lanciano in aria i bambini, sottoforma di coriandoli, stelle filanti e mascherine. I grandi , come le mamme, le nonne o le sorelle appassionate di cucina, stendono una sfoglia sottilissima dal gusto inconfondibile e come tutti gli anni di questi tempi ai fornelli si crea il caos ... .

DA "IL SAPORE DEI RICORDI":La cenciata(31) in casa Bicchi
Il carnevale, agognato da tutti i ragazzi, ma non certo da me.
Ma perché sono sempre stata così refrattaria alle maschere e ai
travestimenti? Appena i coriandoli invadevano le strade della
città, la mamma iniziava a fare i cenci, i primi per il babbo...
«Un ovino solo pel mi’ marito!» esordiva. La cottura di ogni
frittura, e in particolar modo quella dei cenci, anche se fatta
con la finestra di cucina rigorosamente spalancata e la porta
chiusa, faceva sempre sì che quell’odore penetrante e legger
nauseabondo, si spargesse fino alle stanze più lontane e
mente
si attaccasse irrimediabilmente ai cappotti attaccati al servitore
nell’ingresso. È ovvio che, non essendoci deodoranti magici
come oggi, ma allo stesso tempo non potendo aprire le porte
agli ospiti con quell’odore pesante, la mamma per risolvere il
problema, arroventava sul fuoco la paletta di ferro del camino
e vi faceva cadere alcune gocce del suo profumo preferito,
ottenendo l’effetto opposto però... Però, al di là della mia opinione,
sembra che i cenci della mamma fossero molto ambiti,
dal momento che le venivano richiesti in continuazione e, la
domenica, arrivavano gli amici alle “cenciate” divenute famosissime
e tanto attese anno dopo anno.
A dirlo ora sembra una cavolata, ma la “cenciata” era una
cosa grandiosa. Aprivamo la sala, nonostante le tante stanze
di casa nostra, la sala era solo quella, grande, con il caminetto
e i vecchi mobili della nonna: divano e poltrone rivestite dal
babbo, che sapeva fare tutti i mestieri, oltre al suo naturalmente.
Aveva usato una tappezzeria a righe rosso e crema, gli
altri mobili erano tirati a cera, tanto da specchiarsi. Non era
escluso che il babbo la sera prima della “cenciata” decidesse
di imbiancare la stanza e questo faceva saltare i nervi alla
mamma, ma lui lo faceva lo stesso. Io mi aggiravo, perché non32, la signora Bruna con Sergio e Tommasina,
di fiocco o di nodo, con i bordi rigorosamente smerlati e tanti
semi di anice.
alla stanza in fondo alla casa, era quello delle frittelle dolci,
che la zia preparava in Quaresima con la farina di castagne.
Era sempre festa nelle case quando, a fine pranzo, lontano
dalle occasioni di festa, c’era qualcosa di dolce, pur semplice
che fosse. La mamma, purtroppo, non era tanto brava per
preparare i dolci, quanto per tutte le altre pietanze, ma ogni
tanto castagnaccio, zuppa inglese, latte alla portoghese o addirittura
i budini freddi già pronti, li portava in tavola. Così,
insieme alle cose fatte da sé, la mamma si lasciava corrompere
dal profumo dei “corolli”
33 infilati in uno spago nella
bottega del Bicci o dalla luminosità dei quaresimali esposti
in pasticceria. La lunga quaresima, le vigilie a base di baccalà
o acciughe, finalmente finiva e già nella settimana Santa che
prelude alla Pasqua, si sentiva nell’aria l’odore delle uova di
cioccolata e delle schiacciate che il babbo riceveva in dono in
grande quantità.
31 Festa di Carnevale durante la quale si offrivano i Cenci.
32 Ragazze.

INSERISCO LA RICETTA ORIGINALE DEI  NOSTRI DOLCI DI CARNEVALE:
CENCI DELLA MAMMA
Ingredienti per 4 persone:
- 1 uovo
-25g di burro fuso e freddo
-1 cucchiaio di zucchero
-1 bicchierino di vinsanto
-scorza grattugiata di un’arancia
-2 cucchiaini di semi di anice lavati e scolati
-farina q.b.
-olio per friggere
-zucchero vanigliato e semolato misti
Al centro di una spianatoia fare una fontana con la farina
e mettere al centro tutti gli ingredienti. Lavorare a lungo, poi
formare una palla e infine stendere una sfoglia molto sottile.
Tagliare le sfoglie a losanghe o strisce con una rotella dentel
Terminare creando con queste strisce dei fiocchi o dei
lata.
nodi d’amore. Friggere in olio caldo, ma che non bruci, la
pasta, scolare su carta assorbente. Passare in un vassoio e zuccherare.


Lo stesso odore penetrante dell’olio fritto, che arrivava fino

ero utile a niente in quei momenti, forse mi avrebbero voluto
cancellare, l’unica cosa che riuscivo a fare era aiutare la zia a
zuccherare la montagna di cenci che la mamma tirava con
il mattarello e friggeva. Poi, con l’ultima pallina di pasta, la
mamma mi faceva modellare un “omino” e lo friggeva. Non
nego che fosse disgustoso, anche perché l’esterno era cotto,
ma internamente era crudo e poi non si poteva zuccherare.
Poi alle quattro cominciavano ad arrivare gli ospiti, (Fanny,
Aida, Amneris e Vera, Pierina con i Brogi e Giovanna, Giorgio,
Irma con le “citte”
Enzo, Lina) e le zie, che trovavano sempre il modo di
criticare, seppur bonariamente, la mamma, che si pavoneggiava
offrendo due zuppiere colme per volta. I cenci della mamma
sembravano brandelli di velo, tanto erano sottili, a forma

CAPITOLO DODICESIMO

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