Da "IL SAPORE DEI RICORDI"
di Anna Nerozzi
CAPITOLO OTTAVO
LOre sette, suona la sveglia, il burro a contatto con il caffè
caldo ricrea quell’effetto cielo stellato che mi porta indietro
di tanti anni, all’infanzia. Sono le stesse stelline che il burro
rilasciava nell’orzo la mattina quando “zuppavo” la frustina
croccante nella tazza. Quello scricchiolare, insieme al profumo
e al sapore della frustina, sembra di sentirli ancora sotto
i denti e ti scorre un brivido perché solo se lo hai provato
lo puoi descrivere. La mamma, ancora in vestaglia, preparava
due macchinette da mettere sul fuoco. La napoletana, con caffè
e orzo misto, per noi donne e una moka di caffè puro per
babbo. Il ragioniere era esigente anche di prima mattina e dava
in escandescenza quando vedeva galleggiare nella tazzona del
latte tante piccole pagliuzze bianche. Regolarmente tutto il
contenuto veniva rovesciato nell’acquaio per poi far entrare
in scena il colino finissimo dal quale non arrivavano alla tazza
nemmeno il minimo derivato dalla bollitura del latte. Sistema
drastico lo adottava anche quando all’ora della colazione
i tegami sui fornelli emanavano un forte odore di selvaggina.
Babbo prendeva tutto il suo arsenale e si spostava in tinello.Babbo prendeva tutto il suo arsenale e si spostava in tinello.
Sicuramente lì i fumi del pranzo sarebbero giunti ormai svaniti,
come sicuramente non gli sarebbe mancato l’appetito per
consumare il suo pasto. La colazione veniva servita sul tavolo
di cucina tra piatti e tazzone più i piattini per il pane che do
essere fino e fresco, mai casalingo, nemmeno per il pran
Il pane in pratica veniva comprato tutti i giorni. Fiorenti
frustine, filini all’olio e altri ancora che spesso la mattina
vevazo.ne,mamma si faceva mettere, da Nanni il fornaio, nel panierino
calato in fondo alle scale. Arrivato a destinazione, dopo aver
recuperato il cestino, il pane veniva tostato (o lasciato tale) e
quando ancora era fragrante veniva imburrato e cosparso di
marmellata. Non mancavano mai i biscotti da zuppare o il
famigerato avanzo delle feste.LA COLAZIONE DEI MIEI RICORDI
... Pur essendo un'ottima alunna non tolleravo il fatto di andare a scuola ...Sveglia intorno alle 7:30(e per questo non c'erano problemi!). Mamma veniva personalmente a chiamarci e con molta delicatezza ci invitatva ad alzarci. Le mattine erano grige, il cielo plumbeo ma già cominciavamo a fare il conto alla rovescia ... . Di corsa a prepararsi, vestirsi, sempre con l'aiuto della mamma mentre a bordo letto si pensava alle 5 ore da trascorrere in classe. Mangiare qualcosa ... mhmh ... . E' l'unico pasto della giornata ce avrei saltato volentieri. A casa mangiavo raramente, semmai la domenica o comunque quando non c'era la scuola. Allora ci svegliavamo in modo naturale, con la luce del sole che filtrava dalla porta finestra della camera, oppure "disturbate" dai rumori provocati dal babbo che alle 5 si spostava verso bottega; la mamma invece stirava qualche panno cogliendo l'occasione che noi due dormivamo. Lo avvertivo nitidamente lo scorrere della piastra del frro sui vestiti, il vapore che usciva dai fori, il ticchettio intermittente del termostato quando mamma lo metteva in stand by. Ma questo rituale significava estate, vacanza, festa ... . Claudia non è mai stata una fanatica dello studio e si chiedeva quotidianamente perchè non potessimo andare a scuola la mattina presto. Intanto zuppavo ... . Noi, figlie dello scorcio del XX° secolo, avevamo tantissima scelta per fare una ricca colazione: biscotti, merendine, snack, sia dolci che salati. Partivamo avvantaggiate noi sorelle! Mamma si occupava personalmente anche di prepararci la colazione. Un tipico latte caldo con il cioccolato, non di quelli preparati in bustina! Il latte si scaldava mentre nella tazzona si stemperava zucchero e cacao amaro in polvere. Una volta sbollentato, si versava il latte nella tazza sulla crema di cacao creata sul fondo. In superficie si formava una schiumetta scura e golosa che avvolgeva i biscotti. Io sono proprio nipote del Rag. Bicchi ed il latte lo bevevo caldo, bollito e passato al colino, senza mai trascurare lo zucchero. E l'influenza? Al bando la cioccolata! Passi il latte, magari con il miele, tanto il sapore ... oppure orzo o te', giusto per prendere qualche medicinale dal sapore disgustoso.
a colazione
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